Gli anni 60 segnano la prima, meritata svolta:
la Santo Stefano si trasferisce in via Arezzo
dove progressivamente aumentano la cubatura dell'area lavorativa, gli operai ed il giro di lavoro.





Ma con il '70 che avviene la svolta decisiva:
nell'ambito di un mercato prevalentemente indirizzato alla lavorazione di tipo laniero, la Santo Stefano si orienta infatti anche al lino, alla viscosa, al cotone e alla seta che vengono trattati con procedimenti rivoluzionari, assolutamente innovativi per il mercato nazionale ed europeo.


La materia viene "lavata", "smacchiata", "smerigliata", modellata fino ad ottenere il massimo della vestibilita' e quell'aspetto naturale, confortevole ed insieme raffinato che distingue la produzione Santo Stefano.



Cosi' forte di un primato invidiabile e della ristrutturazione recentemente operata, l'azienda giunge ad assumere l'aspetto odierno, quello di un'industria all'avanguardia nella forma e nella sostanza, che comunque non si scordata di quei valori che l'hanno fatta nascere.