Correva l'anno 1957....
in una Prato post bellica,
ancora tutta da riorganizzare,
ci vuole volontą, costanza e inventiva per
intraprendere un nuovo lavoro.
Evidentemente queste doti non mancano
all'allora venticinquenne Renato Cecchi che,
con soli due operai, inaugura
un lavaggio a secco in via Doninzetti.
Nasce la "Santo Stefano",
così battezzata in onore del santo
patrono e della cittą che la ospita
Nella piccola azienda
si lavano i tessuti e i "peneri" di lana
usati dalle FS per le bronzine
dei treni ma, come spesso accade,
fatta "di necessità virtù",
si cerca di recuperare
tutti i materiali di scarto
a disposizione, ritagli delle borre
usate per i proiettili, perfino la lana
e la gomma delle palline da tennis
americane che forniscono
combustibile e materia riciclata.